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personal coach luca danieli

Se vuoi davvero conoscere una persona devi viverla, vederla all’opera, osservarla nel suo fare. Non potrà mai essere un pezzo di carta a fare questo per noi. Potrei raccontarvi di aver conseguito il Patentino Uefa C, e poi Uefa B, al Corso Allenatori o di aver scritto tre libri per Allenatori sul Calcio Giovanile. Il problema, o meglio la fortuna, è che ci sono emozioni che non possono essere misurate e sensibilità che rendono speciale ognuno di noi. Un bravo Allenatore può esser così definito per motivi differenti. C’è chi vince più di altri, chi aiuta a migliorare maggiormente le tue conoscenze e le tue abilità, chi contribuisce ad aumentare la tua autostima e chi ti lascia in eredità valori umani che vanno ben oltre il gioco del calcio. Chi sia il migliore? Non lo so, probabilmente ognuno di noi avrebbe una preferenza differente. Per me l’Allenatore bravo è colui che ha la sensibilità di capire quale sia la forma migliore per aiutare ogni giocatore a migliorare. La sensibilità di cui parlo si deve basare su competenze acquisite dall’Allenatore nel proprio percorso formativo e su capacità relazionali che determinano la qualità dei rapporti umani. Il mio credo non vuole essere teoria e nemmeno filosofia, anzi penso al contrario che l’Allenatore bravo parli poco e faccia giocare tanto, comunicando attraverso la didattica di allenamento proposta e l’utilizzo di domande che aiutino a comprendere il perchè comportarsi in una certa maniera piuttosto che un’altra. Se il vostro intento però era quello di trovare un elenco di titoli di studio a certificazione delle mie competenze, rimarrete con l’amaro in bocca, soprattutto nel non essere venuti a conoscermi dal vivo nel mio ambiente preferito.

Al centro di ogni seduta c’è l’attenzione verso la relazione tra palla e giocatore. Il dominio del pallone in forma aerea e radente è trattato in regimi coordinativi differenti per aiutare ogni atleta a prendere sempre più consapevolezza del proprio corpo e delle relative possibilità di movimento, accrescendo al contempo la sensibilità nei contatti con la palla con varie superfici corporee. La tecnica del calciare e la ricezione della sfera vengono proposte in più variabili, per garantire ai giocatori varie opportunità di calcio e controllo del pallone a seconda delle contingenze specifiche del gioco. Il passaggio è trattato attraverso giochi di possesso specifici, direzionali e condizionati, mentre il tiro in porta viene allenato considerando tutti i principali parametri incidenti sulla conclusione a rete. I duelli costituiscono la parte vitale della metodologia utilizzata. Gli 1vs1 vengono svolti assiduamente per abituare il possessore a dribblare, crearsi spazi per giocare, proteggere palla e gestire varie tipologie di pressioni frontali, laterali o dorsali. Gli 1vs2 sono l’esaltazione per eccellenza delle capacità di scanning, percezione, analisi e decisione, con esecuzioni tecniche in tempi e spazi ridotti. I duelli collaborativi favoriscono l’apprendimento di principi tattici individuali e collettivi. Cross, traversoni, palle a rimorchio, finalizzazioni a rete, marcamento e marcatura non vengono lasciati al caso.

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